Domenica 9 maggio va in scena nel borgo cilentano di Rutino una delle più significative rappresentazioni sacre: il Volo dell’Angelo.

Il Volo dell’Angelo a Rutino è un antica rappresentazione che mescola il culto religioso e la teatralità rievocando la battaglia fra San Michele Arcangelo ed il Diavolo, ispiratore della discordia, della prepotenza e della superbia dell’angelo della luce messosi a capo degli angeli ribelli e divenuto il nemico di Dio e del bene.

Un angioletto biondo, sospeso ad una corda tesa all’altezza di dieci metri, spicca il volo dalla loggetta della casa canonica “San Michele Aracangelo” e attraversa la piazza di Rutino per combattere ed allontanare il diavolo.

La scelta dell’Angelo viene fatta attraverso la selezione di alcuni fanciulli maschi che vengono sottoposti a dei provini tenendo conto del peso, che non deve superare i quaranta chilogrammi, della voce che deve essere piuttosto acuta e melodiosa e una certa facilità nel recitare il ruolo.

Giunto il giorno della festa, il fanciullo prescelto viene sottoposto, nell’abitazione paterna, alla vestizione, iniziando col fargli indossare una sottoveste bianca ricamata, un vestitino azzurro bordato con ricami di fili d’oro e sul petto ricamata una bilancia, simbolo di giustizia, oltre alla scritta: Quis ut Deus. Due calzamaglie con strisce azzurre che avvolgono le gambe.

Completano la vestizione: le ali, un paio di sandali bianchi, la bionda parrucca ricciuta, l’elmo col sottogola e uno scudo legato al braccio sinistro; c’è la consegna della spada della disfida da parte di due militi dell’Arma dei Carabinieri in alta uniforme.

Ultimata la cerimonia della vestizione l’Angelo viene accompagnato in Chiesa dai genitori, da alcuni fedeli e dalla banda musicale nonché dai due Carabinieri. Dopo aver ascoltato la Solenne Santa Messa, le varie Associazioni Cattoliche si predispongono per la processione col Santo Patrono portato a spalle dai fedeli.

La processione percorre il lato San Cesario, cioè il lato est del paese, con una breve sosta per assistere alla spettacolare e rinomata batteria di fuochi pirotecnici.

Terminato il percorso, il corteo si ferma in piazza, mentre i portatori adagiano su di un tavolo la statua di San Michele disponendola di fronte al palco che funge da Inferno. A questo punto l’Angelo inizia il suo volo.

La rappresentazione ha inizio con il canto dell’Angelo a cui dopo poco si unisce la voce tenebrosa del Diavolo, si inscena una scaramuccia verbale, poi l’Angelo accompagnato da scrosci di applausi, raggiunge il lato opposto della piazza, mentre il Principe degli Angeli, in processione, s’incammina per percorrere il lato opposto del paese.

L’appuntamento è nel centro storico del borgo cilentano per la tarda mattina di domenica 9 maggio ed  in serata spettacolo teatrale con la soprana ed attrice Katia Ricciarelli.

Per saperne di più su questa antica tradizione locale: clicca qui

Condividi questa notizia:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • Live
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • TwitThis
  • Wikio IT

Articoli che potrebbero interessarti