Una nuova via nella Città del Parco: il “Sentiero delle Sughere”, luogo-laboratorio di saperi nomadi

Da pochi giorni è stato inaugurato il Sentiero delle Sughere che infittisce la rete della Città del Parco avvicinando comuni e comunità, territori e uomini che li abitano. Infatti attraversando boschetti e alberi centenari di sughere (endemismo del territorio sotto tutela perché in via di estinzione) il percorso che dura a piedi 5 ore ha messo in comunicazione alcuni paesi dell’entroterra del Golfo di Policastro come Vibonati, Ispani, San Cristoforo e Santa Marina. Passando per contrade, sorgenti (quella che serviva il vecchio paese di Vibonati) e cappelle (come quella di Santa Lucia, di San Cataldo e di San Rocco) abbiamo anche ammirato ulivi centenari di razza ‘pisciottana’ dalla chioma larga e altissima.

La valenza paesaggistica del Sentiero delle Sughere è emersa tutte le volte che durante il percorso si sono aperti all’improvviso bellissime vedute marine sulla costa tirrenica meridionale e tra le fronde degli alberi si scorgevano l’isolotto di Santo Janni, l’Isola di Dino e l’isolotto di Cirella, con all’orizzonte in fondo il Pollino.

Insieme agli escursionisti del gruppo CAI di Potenza, più di 30 ieri mattina, abbiamo apprezzato con ilarità e soddisfazione non solo il percorso a piedi (in parte attraversando il lastricato originale delle vecchie vie di passaggio da un paese all’altro), ma anche le espressioni gastronomiche locali che mostrano l’identità di questi territori poiché offrono al viaggiatore i prodotti delle sue terre: dalla nostra colazione biologica al Casale al pranzo a chilometro zero offerto dalla locanda La Baita dell’appassionato escursionista e co-artefice del sentiero Pietro Cifrodelli all’arrivo a Santa Marina, dai corbezzoli e le bacche di mirto raccolti durante il percorso alle tante erbe officinali e spontanee alimentari disseminate lungo i sentieri.

Inoltre è emerso con chiarezza un dato antropologico molto interessante a fine giornata: lungo i 14 km di percorso (difficoltà E, con un dislivello di circa 500 metri) si sono alternate aree agricole, boschive e abitate di centri storici. Questa continua alternanza e variazione di pressione antropica mostra un brano di paesaggio naturale e antropizzato che evidenzia armonie e criticità tipiche delle aree rurali mediterranee.

L’attraversamento dei luoghi in forma di sentiero ci offre allo stesso tempo l’opportunità di leggere attentamente questi segnali e di avviare un meccanismo di interpretazione e di decodifica delle potenzialità di sviluppo sostenibile dei luoghi.
L’intero percorso è inoltre sentiero-polifunzionale, multivia di transito di saperi, poiché può essere allo stesso tempo sentiero trekking (metrovia della Città del Parco), sentiero ono-trekking (una delle asino-metrovie del Cilento lucano), percorso bike (bici-via per i cicloamatori) e sentiero per passeggiate con cavalli (ippo-via) e tutte le altre libere declinazioni che vorrà accogliere cammin facendo…

Per questo il Sentiero delle Sughere in Cilento non è più solo via della Città del Parco ma può essere anche luogo-laboratorio condiviso per contribuire e continuare a costruire la Città del Quarto Paesaggio, un nuovo modello di interpretazione e sviluppo delle/per le aree rurali mediterranee per troppo tempo misinterpretate e marginalizzate.

Una nuova via nella Città del Parco: il “Sentiero delle Sughere”, luogo-laboratorio di saperi nomadi Dal 07-11-2013 al 15-05-2014. Vibonati.

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